Edifici storici

 

Chiesa di San Martino 
Chiesa della Madonna delle Grazie
Oratorio della Madonna del Pozzuolo

Oratorio della Beata Vergine al Porto
Casa Ciseri
Cà di Pitur

 

 

 

 

 

 




Chiesa di San Martino


Notevole per la ricchezza e per la diversità delle sue bellezze artistiche, questa chiesa dedicata al santo patrono del villaggio sorge ai margini del nucleo antico, su un poggio roccioso prospiciente il lago che costituisce un belvedere privilegiato con il suo spiazzo panoramico, aperto sotto un ippocastano secolare. Una sosta a Ronco, per quanto breve, non può non includere una visita a questo edificio ed una pausa all’ombra della Castegna per godersi l’incantevole vista.

        
Nelle sue parti più antiche la chiesa di San Martino, costruita sui resti di una chiesa antecedente di dimensioni minori, risale al Quattrocento, mentre il suo campanile fu terminato nel 1563 e coronato con la lanterna ottagonale nel 1860, dopo che l’antica cupola a piramide era stata danneggiata da un fulmine. 
Fu consacrata per la prima volta nel 1491 e poi ancora l’8 maggio del 1537. Nel corso dei secoli fu ristrutturata a più riprese con interventi che ne modificarono l’aspetto, ultimo in ordine di tempo il restauro effettuato nel 2004 che ha interessato l’interno dell’edificio. 
La sua facciata neoclassica che si apre su una piccola piazza è arricchita da un portico con pilastri.
L' interno della chiesa, un coro ed una navata con 3 altari sulla sinistra dedicati all’Addolorata, al Rosario e a San Rocco, ha un assetto barocco ed è impreziosita da alcune tele di pittori famosi, oltre che da numerosi affreschi, da stucchi e da pale d'altare in scagliola (una tecnica in gessi colorati, un tempo detta marmo dei poveri).
Sulla parete destra della navata è conservato un affresco tardogotico raffigurante i Santi Defendente e Fabriano, oltre ad un olio di Antonio Ciseri che ritrae San Antonio Abate. A confermare poi l’influsso dell’emigrazione dei ronchesi verso la Toscana sono gli affreschi della volta della navata, così come le balaustre che furono un dono della “Compagnia di  Viterbo” fatto nel 1685 oppure la tela cinquecentesca raffigurante la Madonna ed i Santi Rocco e Sebastiano, proveniente da Firenze.
Nel coro si possono ammirare le Allegorie dei Mesi, degli affreschi risalenti al 1491 ed eseguiti da Antonio da Tradate.

            
           Dicembre (la mazza)                     Luglio (la mietitura)

Importanti testimonianze della fertilità della Terra de Roncho ma anche delle fatiche dei suoi abitanti, questi affreschi furono purtroppo ricoperti con gessi e stucchi nel ‘600. Soltanto verso metà del XX secolo, grazie all'iniziativa dell’allora prevosto Don Antonio Arigoni furono riportati alla luce. Oggi, dopo un recente restauro, possiamo riconoscere sulla sinistra un marzo ventoso ed un aprile fiorito, mentre sulla destra troviamo i mesi di luglio (mietitura), agosto (raccolta di frutta e funghi), settembre (vendemmia), ottobre (raccolta delle castagne), novembre (raccolta delle foglie secche) e dicembre (la mazza).
Queste pitture, tra le più pregiate della chiesa di Ronco, sono inoltre una bellissima testimonianza degli usi e costumi quattrocenteschi, fino alle diversità sociali (l'unico scalzo è il castagnaro, l'addetto ai lavori di raccolta e conservazione delle castagne...) 

  
L’altare maggiore (forse della seconda metà del XVII secolo) è di notevole pregio ed è sormontato da una pala in cui si trova un’altra tela di Antonio Ciseri raffigurante San Martino orante.
Più recenti sono invece gli affreschi di Richard Seewald eseguiti nel 1949, che fanno da sfondo al fonte battesimale.

 

 

 




Chiesa della Madonna delle Grazie


Costruzione barocca con una facciata a tre arcate, in cui spicca un bel portico su colonne toscane, questa chiesa è ubicata sulla piazza più grande di Ronco, a pochi passi dalla chiesa di San Martino.
 

L'attuale chiesa fu edificata nel 1712 a sostituzione della modesta cappellina delle Grazie risalente al secolo precedente e che già sorgeva in questo luogo.

Al suo interno, un’aula unica suddivisa in tre campate, è possibile ammirare un altare in marmo del 1767 che ospita un piccolo affresco cinquecentesco con l’immagine della Vergine col Bambino oltre ad alcuni affreschi sulla volta, degli ex voto e due grandi tele con due splendide cornici d’epoca riccamente intagliate. La prima, di Pietro Dandini, raffigura la Gloria del Sacramento, mentre la seconda ritrae la Madonna della Quercia e dovrebbe provenire da Viterbo.

 




Oratorio della Madonna del Pozzuolo


Situato in posizione panoramica sui Monti di Ronco a 1250 m, in orgine questo oratorio, che pare essere stato il primo e dunque il più antico edificio sacro costruito lontano dal nucleo, era un piccolo tabernacolo eretto nel cinquecento, sul cui muro pare fosse dipinta l’immagine di Maria. Più volte ampliato e ristrutturato, fu dotato di un altare nel 1888 e restaurato nel 1990.

Particolarmente caro ai ronchesi poiché punto d’arrivo della processione votiva di Santa Croce, che si ripete ogni anno fin dai tempi della peste, cioè dal 1583, deve il suo nome ai pozzi d’acqua che si trovano nella zona.

Al suo interno vi sono una statua della Vergine delle Grazie (Madonna col Bambino) datata 1500, di provenienza locale, ed alcuni quadretti votivi. L’oratorio è raggiungibile a piedi

 




Oratorio della Beata Vergine al Porto (Oratòri da Ríva)

Situato nella frazione di Porto Ronco, questo oratorio nascosto da alcuni edifici di recente costruzione e a cui si accede tramite una scalinata, fu edificato dai fratelli Benedetto e Carlantonio Cattaneo nel 1762, partendo dalle vestigia di una piccola cappella preesistente, risalente al 1620. Degna di nota è ormai solo la sua facciata a capanna che termina con un piccolo campanile a vela.

Nel 1970 infatti, un restauro parziale ha salvato l’edificio che da tempo versava in pessime condizioni ma non ha salvato gli affreschi (attribuiti a Gian Antonio Caldelli) che purtroppo erano già andati irrimediabilmente perduti.

 

 

 




Casa Ciseri


Questa casa ottocentesca ad angolo, che diede i natali al pittore Antonio Ciseri, è chiaramente l'edificio storico privato più rappresentativo di Ronco. Essa si affaccia con la sua piccola torre, un antico colombario, ed il suo elegante cortile d’ingresso, attribuito all'architetto Francesco Meschini, sulla piccola piazza dei Semitori di fronte alla chiesa di San Martino.   

  
Al pianterreno  si possono ammirare due saloni neoclassici decorati con i dipinti dei fratelli Giuseppe e Francesco Ciseri, la Sala delle absidi e la Sala dei fidanzati.
La prima prende il nome dalle due absidi che la caratterizzano e presenta un soffitto a cassettoni riccamente decorato con motivi neoclassici. 


La seconda invece prende il nome dal fatto che alle pareti presenta degli affreschi con paesaggi del Lago di Como e di personaggi  del romanzo I promessi sposi di A. Manzoni, che narra le vicende travagliate di una giovane coppia di innamorati.


Il piano superiore è il cosidetto mezzanino, più basso, per permanenza invernale. Al piano di cima eleganti camere con ornamenti murali e pavimenti in cotto bicolore si aprono sul bel ballatoio ad archetti murati che corre lungo tutta la facciata.
Utilizzata tra il 1982 e il 1988 come museo di ricordi familiari, oggi la casa, tuttora appartenente alla famiglia Ciseri, è abitata da privati ed è solo parzialmente aperta la pubblico.
Al pianterreno si trova infatti il Centro Culturale Ciseri  gestito dall’Istituto Terapeutico La Motta di Brissago. Il Centro, che dispone di una galleria d’arte (vedi Gallerie e Musei) e che mette in vendita degli originali articoli da regalo e d’arte (vedi Acquisti), è l’unica parte della casa tuttora visitabile e si sviluppa proprio all’interno dei due saloni neoclassici, che in questo modo possono ancora essere ammirati (Apertura: mar-gio-ven 10.00 –12.00 / 14.00 – 17.00).

 

 

 




Ca di Pitúr

  
Il complesso situato al limite ovest del Vicolo Busbai chiamato “casa delle pitture”, anticamente proprietà della  famiglia dei pittori Spigaglia che da generazioni lavoravano a Firenze, passò poi ai Ciseri.
Alla parte più antica di origine medievale, come dimostra un bel portale d'entrata ad una antica cantina a pianterreno, si aggiunsero man mano elementi vari, una bella cucina col tradizionale camino, al primo piano, un barchett d'accesso all'ala sud.
Notevoli sono le pitture, esternamente una decorazione di facciata neoclassica e nel piccolo cortile tre bei medaglioni murali affrescati a temi sacri. Preziosa è l'ala sud con una sala ottocentesca interamente decorata ad effetto illusionistico, cioè dietro un colonnato si intravedono vari paesaggi. Più a sud una saletta con bel soffitto dipinto a motivi decorativi.
La casa sarà prossimamente sottoposta ad un intervento di riattamento conservativo.